Ruolo_2
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“Docere”, “Movere”, “Delectare”. Siamo nell’antica Grecia dei sofisti e di Aristotele, per i quali l’obiettivo della retorica è quello di cercare di raggiungere contemporaneamente tre obiettivi: il ‘docere’, ovvero trasmettere informazioni, il ‘movere’, suscitare una reazione emotiva, e il ‘delectare’, cioè riuscire a tener vivo l’interesse dell’uditorio. Tre funzioni che attualmente coincidono con quelli che sono i presupposti di una pubblicità efficace: fornire informazioni, evocare un’emozione e catalizzare l’attenzione del pubblico.

Il ruolo dell’emozione in particolare diventa sempre più cruciale: è infatti l’emozione a creare il contesto di fruizione, tanto da poter parlare di “seduzione” della merce. È attraverso le emozioni, che l’individuo mette in relazione gli eventi esterni con i suoi bisogni, i desideri e gli interessi.

E’ esperienza comune, oltre che patrimonio indiscusso della letteratura accademica, che la comunicazione efficace abbia bisogno di un contesto emozionale coerente. Per fermarsi alle più usuali esperienze di vita, è indubitabile che la comunicazione di un qualsiasi messaggio pubblicitario non riesca a “passare” in un contesto nel quale il mood del “ricevente” sia disturbato da notizie tristi, negative, irritanti, quali la maggior parte delle notizie contenute nella cronaca di tutti i media moderni. Il nostro stato d’animo non è predisposto al “comun sentire”, alla comunicazione appunto, essendo immerso in una esperienza emozionale più forte e portata a “pre occuparsi” di cose che il nostro subconscio ritiene ben più serie e importanti. Si chiude quindi la porta di accesso emozionale.

Ciò che è vero in misura estrema nel contesto emotivo genericamente negativo/positivo, di fatto si ritrova in misura sempre più sottile e pervasiva nelle esperienze emozionali legate ai contesti emotivi specifici. Ovvero il mio “ricevente” sarà tanto più disponibile ad “ascoltare”, comunicare, relazionarsi, tanto più le esperienze emozionali saranno simili, coerenti, comuni. A titolo di esempio basti pensare al fatto che se la mia mente, e il mio “cuore” stanno leggendo di affetto, accudimento, bambini, sarò molto ricettivo ed interessato a messaggi che parlano la “stessa lingua” emozionale.

Restando all’esempio appena evidenziato, nel mood affettivo sarò molto poco propenso a valutare messaggi di natura seduttiva, sensuale, erotica.

Gli esempi a riguardo si potrebbero moltiplicare a dismisura, ma ognuno di noi ha ben chiare queste dinamiche se solo fa mente locale alle nostre esperienze di vita più comuni.

Come si è detto, quindi, nel caso della pubblicità le emozioni definiscono immediatamente un contesto che aiuta a enfatizzare i valori del prodotto per convincere il consumatore all’acquisto: la possibilità, quindi, di emettere il messaggio pubblicitario in un contesto emotivo coerente e positivo rafforza enormemente le possibilità di successo della comunicazione. In questo senso i principi alla base del Sentiment-Oriented Contextual Advertising (SOCA) costituiscono una innovazione di straordinaria efficacia nel successo della comunicazione pubblicitaria.

Il Sentiment Advertising è la punta più avanzata e tecnologicamente più rilevante per realizzare in pubblicità questo “circolo virtuoso”, valorizzando tutta la catena del valore dei Brand, e la relativa comunicazione “prodotto-cliente”.

All’interno di questa sezione del sito troverete molti riferimenti scientifici per approfondire queste tematiche e anche alcune curiosità rilevanti.

Per finire potrete divertirvi a “provare” il vostro livello di sensibilità emozionale attraverso i nostri test “giocare con le emozioni”.

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