Francesca Romana Puggelli
Docente di Psicologia Sociale, Università Cattolica, Milano

 

CHE COSA E’ UN’EMOZIONE?

L’emozione è la reazione a un evento, esterno o interno, la cui natura è eminentemente sociale, in quanto avviene in relazione agli altri e all’interno di una società.

 NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI A CHE COSA SERVONO?

Le emozioni servono a valutare l’ambiente circostante; regolare il sistema corpo; prepararsi all’azione; comunicare le proprie intenzioni; riflettere su se stessi e mantenere monitorato il proprio Io.

 COME SI ESPRIMONO?

Le emozioni possono essere espresse attraverso cinque ambiti: espressioni facciali, indicatori vocali, gesti e movimenti corporei, postura, espressione verbale

 COME LE POSSIAMO CONTROLLARE?

La regolazione delle emozioni avviene attraverso i processi di:

  • intensificazione: aumentando la reazione e la dimostrazione dell’emozione
  • deintensificazione: mostrando meno rispetto all’emozione provata
  • neutralizzazione: non mostrando per nulla l’emozione provata
  • dissimulazione: fingendo di provare una certa emozione

 RAPPORTO CON LA RAZIONALITA’

Quando non riusciamo a risolvere un problema soltanto con mezzi logici, le emozioni ci suggeriscono una direzione di soluzione.

 MEMORIA EMOTIVA

Come la memoria “classica”, cioè quella cognitiva, ci può trarre in inganno, ad esempio, non facendoci ricordare alcuni episodi del nostro passato, che abbiamo scelto, magari anche inconsapevolmente, di rimuovere, anche l’emotiva, può giocare brutti scherzi. La memoria emotiva di un episodio passato fa riferimento al ricordo di come l’episodio è stato percepito, non alla realtà di quello che è accaduto.

 COMPETENZA EMOTIVA

È la capacità di regolare in modo consapevole le proprie (e altrui) emozioni e di conseguenza il proprio comportamento in un ambiente sociale. Si può apprendere e migliorare.

 FACS

Facial Action Coding System (Sistema di Codifica delle Espressioni Facciali) è un metodo per misurare movimenti facciali che risultano dall’azione dei muscoli delle espressioni del volto è stato sviluppato da Paul Ekman e Wallace Friesen. Descrive ogni comportamento mimico visibile, permettendo di individuare oltre 40 unità di azione del volto che si realizzano in due aree: una superiore, che comprende fronte, sopracciglia, e occhi; una inferiore, relativa a guance, naso, bocca e mento. Grazie allo strudio di questi movimenti del volto, è possibile codificare le emozioni.

 QUANDO COMPAIONO LE EMOZIONI?

Berti e Bombi (2005) sottolineano che i bambini, fin dalla nascita, mostrano alcune espressioni facciali, che negli adulti corrispondono alle emozioni. Ma le emozioni vere e proprie compaiono dopo i 6 mesi. Dopo i 6 mesi la paura si manifesta in modo esplicito e, in genere, quando un estraneo si avvicina al bambino; verso i 7-8 mesi compare l’angoscia di separazione,

 COME SI COMUNICANO LE EMOZIONI?

A secondo dello sviluppo del linguaggio del bambino, cambia il modo di esprimere le emozioni: ad esempio, a 2 anni, i bambini sono in grado semplicemente di commentare il loro stato emotivo con parole come ‘triste’, ‘arrabbiato’, ecc; tra i 2 e i 6 anni, aumentano le parole che indicano gli stati emotivi e i bambini cercano di comprendere le cause per cui le persone provano determinate emozioni; solo dopo i 6 anni, grazie alla raggiunta capacità di esprimere le emozioni in modo corretto, i bambini sono in grado di elaborare maggiormente le emozioni ad esempio possono capire come le emozioni determinano il comportamento.

 

 

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